Caffè Letterario Mario La Cava

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“…ho speso una vita per scrivere, per analizzare la Calabria, non so se bene o male; questo non tocca a me dirlo. Posso dire che ho fatto grandi sacrifici, sperando che questa terra potesse avere una sorte migliore, come credo che avrà“. (Mario La Cava)

Il Caffè Letterario sito a Bovalino (RC) porta il nome di uno degli scrittori calabresi più amati nel mondo della letteratura nazionale italiana. Si rifà ad un mecenatismo che nei piccoli paesi sembra essere destinato a sparire, per cui l’intento è quello di promuovere e cementare una cultura che non è solo meridionale ma abbraccia ogni genere di arte, dal cinema al teatro, dalla musica alla poesia ai romanzi e che viaggia dall’Italia all’Europa. Il Caffè Letterario Mario La Cava non è solo un’associazione culturale, ma un punto in cui le strade dell’arte e della cultura si incrociano, un luogo dove è possibile arricchirsi della stessa gente, perché il sapere, in quanto bene universale, solo se diviso fra tutti, anziché diminuire, diventa più grande.


Primo piano

Premio Letterario Mario La Cava

A “Borgo Sud” di Donatella Di Pietrantonio il Premio Mario La Cava 2020. A Piero Bevilacqua il Premio “La Melagrana”

Destina il 5 x 1000 al Caffè Letterario

È possibile destinare il 5 per mille alla nostra Associazione per sostenere le attività del Caffè Letterario Mario La Cava.

Novità in libreria

Voci dal Mezzogiorno negli anni 1945-1986

Laruffa

I fatti di Casignana

Rubbettino

Pubblicato per la prima volta da Einaudi nel 1974, è adesso disponibile nella nuova edizione di Rubbettino con prefazione a firma di Goffredo Fofi.

I miei maffiosi

Hacca

Ventiquattro articoli, cronache e riflessioni sulla mafia, scritti da Mario La Cava su vari giornali dal 1970 al 1986, raccolti in un volume da Hacca con prefazione a cura di Vito Teti e postfazione di Fulvio Librandi.

Viaggio in Lucania

Rubbettino

«Sono due le Lucanie che Mario La Cava conosce negli anni Cinquanta. Una è la terra osservata con gli occhi di Leonardo Sinisgalli e Rocco Scotellaro, i poeti alfieri di una regione che all’epoca viveva sotto i riflettori di un successo letterario. L’altra è quella geografica, sperimentata in un viaggio effettuato nel 1952 con lo scopo di scrivere un reportage.»

Dalla prefazione di Giuseppe Lupo